Devo cambiare il biglietto da visita.
Aggiungeró ski Tester e anche opinionista: troppo bello provare articoli nuovi e confezionare anche una mini recensione. roba del tipo: “stabili e compatti, molto reattivi e agili sullo stretto e facili da condurre sulle curve da gigante, davvero incollati a terra. Certo a velocità sostenuta sbattono un po’… “.
Quasi quasi sul biglietto aggiungo anche nullologa.
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sono curiosa e tentata ma ho paura dell’ennesima delusione rispetto a una reflex digitale…..
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Se fosse possibile riavvolgere il nastro…
O dare un colpetto al mare…… quel poco che basta per raddrizzare tutto.
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Rabbioso, disperato sfogo di un innamorato affidato a un muro.
Un po’ cancellata, sulla destra si riesce a intuire la seconda parte del messaggio: “….ti amo come la mia vita”.
Quella nella canzone non c’è.
Mi piacerebbe inventarci una storia.
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Chi mi conosce sa che odio gli oroscopi. Mi piacciono le sorprese e mi disturba un po’ il fatto che qualcuno o qualcosa mi possa influenzare e condizionare. Detto questo, stamattina mi sono imbattuta nell’oroscopo di Internazionale. L’ho trovato leggero al punto giusto. Insomma alla fine di questa settimana vi dirò…..
Gemelli
21 maggio – 20 giugno
“Non avere illusioni è una cosa onesta, sicura, vantaggiosa, e noiosa”, diceva lo scrittore Joseph Conrad. Prendendo spunto dalla sua sprezzante affermazione, propongo di ribadire la tediosità del non avere illusioni. Denuncio la grigia sterilità che deriva dal non avere fantasie e sogni irragionevoli. Per questa settimana, Gemelli, ti invito a celebrare le tue idee più folli, a fare tesoro delle tue convinzioni più stravaganti, a studiare tutti i desideri irrazionali che ti passano per la mente per vedere che cosa puoi imparare sul tuo inconscio più cupo e più profondo. Non dico che dovresti mettere in atto queste fantasie, almeno per ora. Divertiti semplicemente a contemplarle.
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Domenica scorsa la mia nonna Bianca ha compiuto 90 anni.
Arzilla e combattiva come sempre, nonostante da circa 1 anno abbia la badante, ancora non l’ha accettata.
Mentre la portavo al posto del rinfresco le ho detto “Che bella piega, sei andata dalla parrcchiera?” Risposta: “No, è stata quella signora che viene a lavorare da me”. Poi prima che scendesse dalla macchina le ho messo il cappello perchè non prendesse freddo. Lei l’ha tolto subito dicendo “no….. non posso essere spettinata nelle foto!”.
Alla festa c’erano tutti i parenti. Lei, classe del ’22, era la seconda di 5 figli. Ora ne sono rimasti solo 2, lei e lo zio Pino, 92 anni.
Il momento più bello della serata è stato l’arrivo della torta. Il motivo “Tanti auguri a te” era suonato a tempo di valzer. Gli invitati hanno intonato le prime note e lo zio Pino, femore fraturato un’anno, fa si è alzato come un grillo, ha preso per mano la nonna bianca e l’ha invitata a ballare.
Tenerissimi.
Tanti auguri mitica Blanche!!!!
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Struggente, pirotecnico, sorprendente.

“Molto forte, incredibilmente vicino” ruota intorno al tema “ho così paura di perdere chi amo, che non voglio amare più nessuno”. E’ quel che accomuna inconsapevolmente tutti i personaggi che animano il romanzo, primo fra tutti Oskar, un bambino di 8 anni che ha perso il papà nell’attentato delle torri gemelle. Per istinto di sopravvivenza, più che nell’amore della mamma e della nonna, cerca conforto al suo dolore in una ricerca, quella estenuante volta a svelare il segreto legato a una chiave che apparteneva al padre. Una ricerca che porta il bambino a percorrere le strade di new york incontrando personaggi surreali. Alla storia di Oskar si avvicendano flashback che ci riportano alla gioventù dei suoi nonni, ai tempi del nazismo. Vincenda anch’essa emotivamente complessa: “Quando avevo creduto di morire, ai piedi del ponte di Loschwitz, nella mia mente c’era un solo pensiero: “Continua a pensare”. Pensare mi avrebbe tenuto vivo. Ma adesso sono vivo, e pensare mi uccide. Io penso, penso, penso. Non smetto di pensare a quella notte, ai candelotti rossi, al cielo che era come un’acqua nera, e che solo poche ore prima di perdere tutto avevo tutto”. Ma il cuore del racconto è Oskar, nel suo essere a volte spaventosamente cinico e adulto, a volte irrestibilmente fanciullo.
“E se l’acqua che esce dala doccia fosse trattata con un composto chimico che reagiscea una combinazione di cose, tipo il battito del cuore, la temperatura del corpo, le onde cerebrali, di modo che la pelle cambia colore secondo gli umori? .. Così tutti sapremmo come si sentono tutti gli altri ae avremmo più riguardo, ….. Un altro motivo per cui come invenzione sarebbe bella è che tante volte hai una sensazione forte, ma non sai che cos’è. Sono deluso? O invece ho solo tanta paura? E questa confusione modifica il tuo uomore e tu diventi confuso, grigio. Ma con l’acqua speciale potrsti vederti le mani arancioni e pensare Sono contento. In realtà per tutto questo tempo sono stato contento, che sollievo!
………..
“Perchè credi di essere qui Oskar?” “Sono qui, dottor Fein, perchè mia madre è turbata da fatto che io trovi la vita impossibile” “E la cosa non dovrebbe turbarla?” “Niente affatto. La vita è impossibile” …. “E che genere di emozioni provi?”….”Di tutto….al momento sto provando tristezza, felicità, rabbia, amore, senso di colpa, gioia, vergogna, e anche un po’ di divertimento, perchè una parte del mio cervello si ricorda di una cosa buffa che ha fatto una volta Dentifricio..”..”Cosa crediti stia succedendo?” “Che sento troppo. Ecco che succede“. “Ma credi possibile che una persona senta troppo? Non è che sente solo nel modo sbagliato?” “Il mio dentro non corrisponde al mio fuori” “Credi che esista qualcuno con il dentro che corrisponde al fuori?” “Non lo so, sono solo io.” “Forse la personalità è proprio questo: la differenza fra il dentro e il fuori.” “Ma per me è peggio“. “Temo che tutti credano che per loro sia peggio”. “Probabile. Ma per me è peggio davvero“.
Ma alla fine la trama si delinea meglio e Safran Foer sembra volerci confermare che no, non è possibile smettere di amare, neppure dopo aver sofferto tanto. E allora le ultime pagine si animano di energia, umanità, sogno. Non ve le racconto, ovviamente, perchè vorrei lo leggeste.
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cena con gli amici e poi un gioco che si fà nel nord europa all’inizio dell’anno: un oggetto di piombo viene messo in un cucchiaio e passato sulla fiamma di una candela. Quando si è sciolto va buttato in una scodella d’acqua. quello che appare rappresenta il proprio futuro.
ecco il mio: ci vedo dinamismo, una statua di Boccioni, un’isola in mezzo al mare (l’elba) e un aereo per volare lontano.
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Domani vorrei rendere scoppiettante il mio onomastico vincendo alla lotteria.
Per festeggiare potrei quindi inforcare il mio mezzo di trasporto preferito e salutarvi tutti dal cielo. Vrooom!

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Mario Monti era il mio professore di Economia Politica 1 in Bocconi.
Devo confessare che non sempre capivo quelle formule che scriveva a caratteri cubitali sulle lavagne dell’Aula Franceschi.
Probabilmente ero e sono troppo zuccona.
Ho pensato a quell’episodio leggendo la risposta ufficiale che il buon professor Monti ha dovuto dare a Calderoli direttamente dal sito del Governo circa il capodanno della propria famiglia- lo trovate qui
Non so se il fatto di essere un personaggio pubblico porti in automatico a dover fornire spiegazioni anche circa l’origine del cotechino che si è mangiato con la propria famiglia. Spero che questo governo di non politici contribuisca anche attraverso questi epsodi a ricreare una fiducia nei confronti della nostra classe dirigente. Missione quasi impossibile. Almeno quanto ristabilire le tristi sorti del governo italiano. Ma mai quanto far capire a me la formula del PIL.
PIL = Spesa aggregata = Consumo + Investimenti + Spesa pubblica + Esportazioni nette
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Entrare a far parte attivamente di Valore D è stata una delle opportunità più belle e stimolanti del mio 2011.
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E se lo chiamassimo 32 dicembre?
Si ridurrebbe, credo, la pesantezza del dover prendere degli impegni, realizzare che qualcosa non va ed innescare un cambiamento.
Si, invoco almeno una settimana, dal 32 al 39 dicembre direi. 7 giorni di sospensione e leggerezza. Un silenzio impudente e sfacciato in cui sguazzare alla faccia delle somme tirate e dei buoni propositi di tutti quanti.
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The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.
Here’s an excerpt:
The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 19.000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 7 sold-out performances for that many people to see it.
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Oggi ho twittato con matteorenzi e ricevuto un e-book via web.
Mi sento sempre più (s)connessa.
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Quando torni in posti lontani e già visti un riflessione sugli anni che hai ci scappa sempre.
Ero stata qui nel ’95: Chichen era stata la prima meta archeologica di un bellissimo tour di Yucatan e Chiapas. Avevo dormito in quello che un tempo era l’alloggio degli archeologi e avevo passato l’intera giornata tra le bellissime rovine. Ricordo che era ancora possibile salire sulla piramide.
Tutti in fila indiana aggrappati a una corda, cercando di posizionare con cura i piedi sugli scalini stretti.
Un’altra magia, il senso della conquista, il brivido della scoperta.
Peccato non sia più possibile.
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24 dic pomeriggio
Bea (5 anni): “zia Sabri tu cos’hai chiesto a Babbo Natale?”
Io: “Una cintura, ma non sono sicura che porti i regali anche ai grandi”
Dopo 4 ore Bea: “Zia, secondo me Babbo Natale te la porta la cintura”
Io: “perchè Bea?”
Bea: “Perchè l’anno scorso al papà ha portato la racchetta da tennis e lui è più vecchio di te”.
Logica inattaccabile.
25 dicembre
I bimbi si fiondano sui regali. Lei vede un pacchetto piccolo, lo afferra, me lo porta e dice: “Zia, apri questo: magari è la tua cintura”.
Incredibile: era lei (l’avevo impacchettata io….) ma la piccoletta non poteva certo saperlo.
E’ quando l’ho aperta mi ha detto tutta orgogliosa. : “Hai visto? io babbo natale lo conosco” ed è ripartita all’attacco dei suoi pacchetti.
A un certo punto ha anche commentato: “E’ stato gentile Babbo Natale: mi ha portato anche regali che non gli avevo chiesto!”
Il mondo è suo…..
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Ho il dubbio infatti che il nostro sindaco non l’abbia letto.
Difficile infatti comprendere la scelta di tartassare i residenti anche attraverso l’ecopass obbligandoli a pagare per fruire di un diritto inalienabile: quello di arrivare a casa propria e di poterci portare la spesa senza tramutarsi in sherpa.
Non sono tutti miliardari coloro che abitano in questa zona, dovrebbe saperlo il sindaco. Tra i miei vicini di casa sono operai ed insegnanti in pensione mono-reddito. Gente che ha comprato una casa piccola a fatica, magari con i risparmi di 2 generazioni, in una zona che un tempo era periferica. Gente che non lo ri-voterebbe di certo dopo questo exploit che si somma agli aumenti atm. Ma le elezioni sono lontane e per quel momento si darà una bella ripulita alla questione, non ho dubbi.
Insomma i residenti pagheranno fino a 442 euro all’anno x tornare a casa.
Non basta: i commercianti e liberi professionisti della zona c avranno fatturati minori e costi più alti a causa dell’ecopass (e non entro nel merito di quando dichiarino al fisco……); chi pensate che pagherà anche x questo? Ancora una volta i residenti, che si troveranno prezzi maggiorati di prodotti e servizi.
dimenticavo di dire che i 20.000 residenti dotati di un mezzo non Euro 4 dovranno cambiarlo o non potranno piu usarlo x andare a casa. scelta ideale, in tempi di crisi! Peró attenzione: chiunque con un’auto euro 1 e almeno 3 persone a bordo potrà entrare nella zona proibita (pagando).
Ma allora è proprio difficile capire: è un tema di inquinamento o di “fare cassa”?
Con mezzi efficienti e prezzi adeguati io andrei volentieri in ufficio non in auto, ma al momento mi costerebbe quasi il doppio sia in trrmini monetari che di tempo. Assurdo.
Milano è dei ricchi miei cari, e degli evasori, dei politici e di chi vive alla giornata. Almeno così perceposco questa milano e questa Italia.
Magari mi sbaglio.
Buon Natale.
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Ape con un’amica.
Regalo inaspettato e bellissimissimo (non me la tolgo più).
grazie Franci smack!!!!!!
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“Le lacrime che non si piangono
attendono in piccoli laghi?
O saranni fiumi invisibili
che corrono verso la tristezza?
Soffre di più chi sempre attende
di chi mai ha atteso nessuno?
Dove finisce l’arcobaleno,
nella tua anima o all’orizzonte?
Dove sono quei nomi
dolci come torte d’un tempo?
Dove sono le Donalde,
le Clorinde, Le Edvigi?”
da Libro delle Domande – Pablo Neruda
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Ho comprato questo piccolo presepe in Perù (viaggio mitico con Eli e Marco) qualche anno fa. ero in un mercatino, credo a Cuzco.
Ogni anno lo tolgo dalla carta velina con amore e lo metto in un posto in cui poterlo guardare spesso.
Mi emoziona per la sua semplicità.
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Dedicato ad O.
(dal film “pomodori verdi e fritti alla fermata del treno”)
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Ieri ho scoperto una nuova app x l’iphone: fa le foto come fossero polaroid con tanto di tempi di sviluppo. L’attesa davanti a quel quadrato bianco nel quale gradualmente appare l’immagine ha un che di infantile e magico. un tuffo nel tempo, un tuffo al cuore. l’avevo ricevuta x la mia Prima Comunione!
Mi ha riportato indietro negli anni.
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