Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca.
Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca. (…)
Mi piaci quando taci e sei come distante.
Sembri lamentarti, farfalla che tuba.
E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge.
Lascia che io taccia con il silenzio tuo.
Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio,
chiaro come una lampada, semplice come un anello. (…)
Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Poi basta una parola, un sorriso.
E sono felice, felice che non sia vero.
(Pablo Neruda)
Adoro questa poesia e ve la dedico.
“Amo Enza in silenzio”
era scritto su un muro,
era il muto lamento
di un amante insicuro,
espressione maldestra
di un ignoto poeta,
che nel fare i suoi versi
non contava le zeta.
Chissà se Enza l’ha visto,
e se ci ha riflettuto
se si è un poco commossa
se l’ha solo deriso
se ha capito chi è stato
o lo ha frainteso,
se in un modo qualunque
poi gli ha replicato.
“Amo Enza in silenzio”
settenario sgraziato,
chi l’ha scritto era un timido
o uno già rifiutato,
viveva sogni romantici,
o una mania persecutrice
la stringeva d’assedio
o immaginava Beatrice.
Si potrebbe osservare
che comunque l’amore
solamente in silenzio
lo si riesce a sentire;
e sentirlo fluire
è un piacere speciale:
che può anche prescindere
da un rapporto reale
cito una canzone del mio papà per ringraziarti per la poesia di Neruda, che non conoscevo.
Grazie.
Annie
a me enza piace davvero esiste e forse devo cominciare a trovarmi un muro come l amante triste