“Ghibli che soffia dietro una porta chiusa…. ah mi sento fradicio di magia …
ma forse a quest’ora siam già fuori orario però……
un pediluvio mi farò….
c’ho qui un bel talco da miliardario
la la la la la la la….” (Colleghi trascurati)
“Come mi vuoi…
cosa mi dai,
dove mi porti tu…?…
mi piacerai…
mi capirai…
sai come prendermi?…?…?…
Dammi un sandwich e un po’d’indecenza
e una musica turca anche lei
metti forte che riempia la stanza
d’incantesimi e spari e petardi
… come mi vuoi?…
…che si senta anche il pullman perduto
una volta lontana da qui
e l’odore di spezie che ha il buio
con noi due dentro al buio abbracciati
eh… come mi vuoi ?…” (Come mi vuoi)
Adoro Paolo Conte. Mi piace l’ironia di canzoni come Colleghi trascurati”, mi rapisce la magia di “Come mi vuoi” e di molti altre sue canzoni. Questa foto è del concerto tenuto a Milano un paio di anni fa.
Chiara ed io eravamo in prima fila. Un’emozione immensa.

Guarda…
è una delle canzoni più BELLISSIMISSIME che abbia mai sentito. La adoro!
Ah… buon anno!