Mentana e la Lega
29 Aprile, 2008 di scappomaresto
Vi riporto una parte dell’articolo scritto da Enrico Mentana sull’ultimo numero di Vanity Fair:
“..non si azzecca per sorte tutta la nuova agenda della politica, su sicurezza e perdita di potere di acquisto dei salari, su carenza di infrastrutture e federalismo fiscale. Sono le priorità della gran parte delle persone “normali”. Se cominci a sopportare di meno i fervorini sull’accoglienza davanti agli scippi indisturbati dei bimbi rom; se percepisci di avere più paura a rincasare tardi; se vedi che al di là delle parole il tuo stipendio ti basta sempre meno a coprire il costo della vita; se la tangenziale è sempre intasata o il tuo treno locale è sempre più sporco; se ti sei convinto che le tue tasse contribuiscano a pagare quelli della casta anzichè essere reinvestiti sul territorio; insomma se queste cose ti sembrano più incidenti sulla tua vita che dire “Si può fare” o “Rialzati Italia” qualcosa vorrà pure dire, no? Ecco la Lega è tutto questo. Ovviamente molti di noi non l’hanno votata, e legittimamente in tanti possono sentirsi lontanissimi dalla sua politica: ma chi continua a considerare lei e i suoi elettori con altezzoso disprezzo si consegna a una deriva elitaria sempre più rovinosa. (…)”
Ecco, ovviamente non ho votato lega e di politica ci capisco pochino, però come “il signor chicco” rimango da tempo allibita davanti allo snobbismo intellettuale di molte persone di sinistra che si limitano ad apostrofare lega come uno zoo di zotici razzisti ed immaginano un centrodestra composto da evasori fiscali abbronzati col suv. Come si fa a combattere un avversario che non si vuole provare a capire? Come si fa a conquistare elettori che si considerano dei mentecatti? Come si fa a non vedere che malcontento, cachemire e gipponi sono trasversali ad ogni pensiero politico?
condivido in pieno la tua analisi
nel caso di Roma,Veltroni la ha abbandonata a partire da due anni fa;fino ad allora era considerato anche dalla destra ed all’estero uno dei personaggi politici piú di qualitá.Il Partito Democratico nato quando Prodi era in difficoltá,l’aver”resuscitato”Berlusconi(a Gennaio quando nacque il Pdl,il cavaliere era praticamente finito),la presunzione di vincere qui a Roma presentandosi con Rutelli,hanno fatto il resto portando la sinistra a questa sconfitta disastrosa.La destra e la lega puntano su soluzioni tanto drastiche quanto superficiali per risolvere il problema della criminalita’(si pensa ai rom ma preoccupiamoci anche delle squadracce nazi).Staremo a vedere;intanto a Roma il nuovo sindaco e stato accolto con il saluto romano da parte dei suoi sostenitori e la cosa mi spaventa un pó.
“…malcontento, cachemire e gipponi sono trasversali ad ogni pensiero politico”
La tua è un’analisi impeccabile, sono assolutamene d’accordo con te. Continuo a leggerti.
Ciao.