Ieri mattina ho corso quasi 1 ora sotto alla pioggia.
Mi piace quella dimensione ovattata e un po’ surreale: quasi nessuno in giro, le goccie sul cappellino, la musica nelle orecchie, il ritmo dei miei passi, la strada bagnata.
Avete presente quella strofa di Paolino Conte:
“Ma come piove baby sugli impermeabili,
e non sull’anima”

Gli impermeabili, le corazze, gli schermi che le persone si mettono addosso per non essere toccate, per chiudere le proprie emozioni dentro ed apparire imperturbabili, anche di fronte al diluvio… penso.