
Ieri sera ho partecipato ad un incontro con Francois Jullien, sinologo e filosofo francese, organizzato da CFMT.
L’intervento, intitolato “Imparare il presente per riconoscere il futuro” era una riflessione sulle differenze culturali tra Europa e Cina.
In Europa tutti è sempre ha sempre ruotato intorno al rapporto causa effetto, all’aristotelica successione di mezzi e fini che attraverso diversi livelli successivi di un’ipotetica piramide tendono al fine ultimo: la felicità.
Così nella cultura europea sono tratti salienti la presenza di una strategia, la modellizzazione degli eventi attraverso la matematica, il teatro dell’efficacia esaltato dai media.
La Cina invece è da sempre più guidata dalle trasformazioni silenziose, da un pensiero per cui il miglior stratega è quello che sa cogliere i cambiamenti in atto le potenzialità delle situazioni e il miglior esercito è quello che non deve neanche combattere.
Certo in questo approccio si perde un’importate parte, quella del conflitto, che fa emergere il negativo.
Ma è proprio questo “scarto” tra culture che va colto da parte degli europei per continuare a crescere.
Ne è esempio il modo in cui viviamo il presente.
Troppo guidati dalla fretta e dall’impazienza di raggiungere un fine e portare a termine un piano non riusciamo a soffermarci e comprendere appieno il presente. Così spesso rimandiamo, come quei turisti”presenti assenti” che giunti in un posto nuovo, lo fotografano prima ancora di viverlo e respirarlo e comprenderlo. Rimandano. Ma quando riguarderanno le foto sarà troppo tardi: avranno perso per sempre la possibilità di capire”quel presente”.
Come loro anche noi erupei dovremmo invece imparare a vivere il presente nella sua interezza. Senza rimandare ma differendo quello si.
Differire come i cinesi, dando tempo alle cose di succedere. Riconoscendone le potenzialità, senza affrettarle, aspettando con fiducia che il presente maturi.
Affascinante e interessante Francois Jullien.
Credo che leggerò il suo libro “Le trasformazioni silenziose”. Quale miglior occasione per soffermarmi e “differire”?
Europa e Cina secondo Francois Jullien
20 novembre, 2011 di sab
quella considerazione sui turisti (non viaggiatori, turisti) è la stessa che ho fatto mille volte vedendo stormi di persone che si portano a casa ricordi che non hanno.