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Archivio per gennaio 2012

Ski tester e nullologa

Devo cambiare il biglietto da visita.
Aggiungeró ski Tester e anche opinionista: troppo bello provare articoli nuovi e confezionare anche una mini recensione. roba del tipo: “stabili e compatti, molto reattivi e agili sullo stretto e facili da condurre sulle curve da gigante, davvero incollati a terra. Certo a velocità sostenuta sbattono un po’… “.
Quasi quasi sul biglietto aggiungo anche nullologa.

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Nikon 1 V1 qualcuno l’ha provata?

sono curiosa e tentata ma ho paura dell’ennesima delusione rispetto a una reflex digitale…..

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BICIBACIO

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Se fosse possibile riavvolgere il nastro…
O dare un colpetto al mare…… quel poco che basta per raddrizzare tutto.
Photo by Jaymug.com @jaymug

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Come tu mi vuoi

Rabbioso, disperato sfogo di un innamorato affidato a un muro.
Un po’ cancellata, sulla destra si riesce a intuire la seconda parte del messaggio: “….ti amo come la mia vita”.
Quella nella canzone non c’è.
Mi piacerebbe inventarci una storia.

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Chi mi conosce sa che odio gli oroscopi. Mi piacciono le sorprese e mi disturba un po’ il fatto che qualcuno o qualcosa mi possa influenzare e condizionare. Detto questo, stamattina mi sono imbattuta nell’oroscopo di Internazionale. L’ho trovato leggero al punto giusto. Insomma alla fine di questa settimana vi dirò…..

Gemelli

21 maggio – 20 giugno

 

“Non avere illusioni è una cosa onesta, sicura, vantaggiosa, e noiosa”, diceva lo scrittore Joseph Conrad. Prendendo spunto dalla sua sprezzante affermazione, propongo di ribadire la tediosità del non avere illusioni. Denuncio la grigia sterilità che deriva dal non avere fantasie e sogni irragionevoli. Per questa settimana, Gemelli, ti invito a celebrare le tue idee più folli, a fare tesoro delle tue convinzioni più stravaganti, a studiare tutti i desideri irrazionali che ti passano per la mente per vedere che cosa puoi imparare sul tuo inconscio più cupo e più profondo. Non dico che dovresti mettere in atto queste fantasie, almeno per ora. Divertiti semplicemente a contemplarle.

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Breakfast in love

Colazione.

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Domenica scorsa la mia nonna Bianca ha compiuto 90 anni.
Arzilla e combattiva come sempre, nonostante da circa 1 anno abbia la badante, ancora non l’ha accettata.
Mentre la portavo al posto del rinfresco le ho detto “Che bella piega, sei andata dalla parrcchiera?” Risposta: “No, è stata quella signora che viene a lavorare da me”. Poi prima che scendesse dalla macchina le ho messo il cappello perchè non prendesse freddo. Lei l’ha tolto subito dicendo “no….. non posso essere spettinata nelle foto!”.
Alla festa c’erano tutti i parenti. Lei, classe del ’22, era la seconda di 5 figli. Ora ne sono rimasti solo 2, lei e lo zio Pino, 92 anni.
Il momento più bello della serata è stato l’arrivo della torta. Il motivo “Tanti auguri a te” era suonato a tempo di valzer. Gli invitati hanno intonato le prime note e lo zio Pino, femore fraturato un’anno, fa si è alzato come un grillo, ha preso per mano la nonna bianca e l’ha invitata a ballare.
Tenerissimi.
Tanti auguri mitica Blanche!!!!

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Struggente, pirotecnico, sorprendente.


“Molto forte, incredibilmente vicino” ruota intorno al tema “ho così paura di perdere chi amo, che non voglio amare più nessuno”. E’ quel che accomuna inconsapevolmente tutti i personaggi che animano il romanzo, primo fra tutti Oskar, un bambino di 8 anni che ha perso il papà nell’attentato delle torri gemelle. Per istinto di sopravvivenza, più che nell’amore della mamma e della nonna, cerca conforto al suo dolore in una ricerca, quella estenuante volta a svelare il  segreto legato a una chiave che apparteneva al padre. Una ricerca che porta il bambino a percorrere le strade di new york incontrando personaggi surreali. Alla storia di Oskar si avvicendano flashback che ci riportano alla gioventù dei suoi nonni, ai tempi del nazismo. Vincenda anch’essa emotivamente complessa: “Quando avevo creduto di morire, ai piedi del ponte di Loschwitz, nella mia mente c’era un solo pensiero: “Continua a pensare”. Pensare mi avrebbe tenuto vivo. Ma adesso sono vivo, e pensare mi uccide. Io penso, penso, penso. Non smetto di pensare a quella notte, ai candelotti rossi, al cielo che era come un’acqua nera, e che solo poche ore prima di perdere tutto avevo tutto”. Ma il cuore del racconto è Oskar, nel suo essere a volte spaventosamente cinico e adulto, a volte irrestibilmente fanciullo.
E se l’acqua che esce dala doccia fosse trattata con un composto chimico che reagiscea una combinazione di cose, tipo il battito del cuore, la temperatura del corpo, le onde cerebrali, di modo che la pelle cambia colore secondo gli umori? .. Così tutti sapremmo come si sentono tutti gli altri ae avremmo più riguardo, ….. Un altro motivo per cui come invenzione sarebbe bella è che tante volte hai una sensazione forte, ma non sai che cos’è. Sono deluso? O invece ho solo tanta paura? E questa confusione modifica il tuo uomore e tu diventi confuso, grigio. Ma con l’acqua speciale potrsti vederti le mani arancioni e pensare Sono contento. In realtà per tutto questo tempo sono stato contento, che sollievo!
………..
“Perchè credi di essere qui Oskar?” “Sono qui, dottor Fein, perchè mia madre è turbata da fatto che io trovi la vita impossibile” “E la cosa non dovrebbe turbarla?” “Niente affatto. La vita è impossibile” …. “E che genere di emozioni provi?”….”Di tutto….al momento sto provando tristezza, felicità, rabbia, amore, senso di colpa, gioia, vergogna, e anche un po’ di divertimento, perchè una parte del mio cervello si ricorda di una cosa buffa che ha fatto una volta Dentifricio..”..”Cosa crediti stia succedendo?” “Che sento troppo. Ecco che succede“. “Ma credi possibile che una persona senta troppo? Non è che sente solo nel modo sbagliato?” “Il mio dentro non corrisponde al mio fuori” “Credi che esista qualcuno con il dentro che corrisponde al fuori?” “Non lo so, sono solo io.” “Forse la personalità è proprio questo: la differenza fra il dentro e il fuori.” “Ma per me è peggio“. “Temo che tutti credano che per loro sia peggio”. “Probabile. Ma per me è peggio davvero“.
Ma alla fine la trama si delinea meglio e Safran Foer sembra volerci confermare che no, non è possibile smettere di amare, neppure dopo aver sofferto tanto. E allora le ultime pagine si animano di energia, umanità, sogno. Non ve le racconto, ovviamente, perchè vorrei lo leggeste.

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Il futuro nel piombo

cena con gli amici e poi un gioco che si fà nel nord europa all’inizio dell’anno: un oggetto di piombo viene messo in un cucchiaio e passato sulla fiamma di una candela. Quando si è sciolto va buttato in una scodella d’acqua. quello che appare rappresenta il proprio futuro.
ecco il mio: ci vedo dinamismo, una statua di Boccioni, un’isola in mezzo al mare (l’elba) e un aereo per volare lontano.

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Befi inside

Domani vorrei rendere scoppiettante il mio onomastico vincendo alla lotteria.
Per festeggiare potrei quindi inforcare il mio mezzo di trasporto preferito e salutarvi tutti dal cielo. Vrooom!

      
                                          

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Mario Monti era il mio professore di Economia Politica 1 in Bocconi.

Devo confessare che non sempre capivo quelle formule che scriveva a caratteri cubitali sulle lavagne dell’Aula Franceschi.

Probabilmente ero e sono troppo zuccona.

Ho pensato a quell’episodio leggendo la risposta ufficiale che il buon professor Monti ha dovuto dare a Calderoli  direttamente dal sito del Governo circa il capodanno della propria famiglia- lo trovate qui
Non so se il fatto di essere un personaggio pubblico porti in automatico a dover fornire spiegazioni anche circa l’origine del cotechino che si è mangiato con la propria famiglia. Spero che questo governo di non politici contribuisca anche attraverso questi epsodi a ricreare una fiducia nei confronti della nostra classe dirigente. Missione quasi impossibile. Almeno quanto ristabilire le tristi sorti del governo italiano. Ma mai quanto far capire a me la formula del PIL.

PIL    =    Spesa aggregata  =    Consumo + Investimenti + Spesa pubblica + Esportazioni nette

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Entrare a far parte attivamente di Valore D è stata una delle opportunità più belle e stimolanti del mio 2011.

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32 dicembre

E se lo chiamassimo 32 dicembre?
Si ridurrebbe, credo, la pesantezza del dover prendere degli impegni, realizzare che qualcosa non va ed innescare un cambiamento.
Si, invoco almeno una settimana, dal 32 al 39 dicembre direi. 7 giorni di sospensione e leggerezza. Un silenzio impudente e sfacciato in cui sguazzare alla faccia delle somme tirate e dei buoni propositi di tutti quanti.

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