E’ il primo libro che ho ascoltato e non letto:
L’ho scaricato sul mio iPhone e ascoltato in auto durante il tragitto casa-lavoro-casa.
Un’esperienza molto positiva.
Cosa mi è piaciuto? Il fatto di avere la parte razionale del cervello impegnata alla guida e poter così assaporare con totale apertura e potenza di immaginazione il racconto. A questo aggiungo la sensazione altrettanto positiva di investire in qualcosa di prezioso il tempo, e la calda sensazione di quando da piccoli ci raccontavano le favole.
Ho scelto questo titolo perchè era uno di quei capolavori che non avevo letto negli anni del liceo e non ne sono stata delusa: Una prosa di grande qualità, quella di Primo Levi, che costruisce un perfetto alternarsi di fatti, pensieri, emozioni per fermare nel tempo il racconto di eventi terribili che le generazioni attuali e future non devono dimenticare.
Questa è la poesia, intensa e diretta, con cui Primo Levi apre il libro e che probailmente conoscete già tutti:
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
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