Feeds:
Articoli
Commenti

Archivio per la categoria ‘Uomini’

Velina

Questa sera al supermercato, in fila davanti a me c’era Marco Borriello. Per la prima volta nella mia vita ho desiderato essere una velina.

Read Full Post »

Greg e i cinesi

Greg Louganis è stato il più grande tuffatore della storia.

Americano, bello, una classe immensa.
Trionfò a Los Angeles ’84 e si presentò a Seul pronto a replicare i propri successi.
Nelle qualificazioni dal trampolino di 3 metri, in un tuffo urto con la testa il bordo del trampolino stesso.
In quel momento era primo, ma il tuffo disastroso lo fece scendere al quinto posto. La botta fu forte, 5 punti di sutura.
MA 22 minuti dopo la botta, ricucito di fresco, Greg deciso di effettuare il tuffo successivo (gliene mancavano ancora 2 – qualificandosi con entrambi tra i primi 12 avremmo avuto accesso alla finale).
Salì sul trampolino nel silenzio più completo del pubblico e fece un tuffo fantastico: il tuffo con il voto più alto dell’intera olimpiade. Anche l’ultimo tuffo della sua serie fu fantastico. Chiuse le qualificazioni al terzo posto e dominò la finale vincendo l’oro. Lo vinse anche dalla piattaforma.
Ero giovane all’epoca ed ho sempre avuto una passione per i tuffi.
Per questo seguivo tutte le sue performance.
Mi è tornato in mente perchè in Indonesia ho letto ua sua intervista rilasciata nei giorni delle olimpiadi. Parlava dei punti di forza dei cinesi, nuovi trionfatori nel mondo dei tuffi. Greg spiega quanto scientifici siano stati nello studiare in dettaglio la sua carriera, per costruire dei mini campioni a sua somiglianza: Per esempio lui da piccolo si era dedicato alla ginnastica artistica ed alla danza. Questo gli diede sicuramente coordinazione ed eleganza, utilissime per il suo successo. Così, i tuffatori cinesi vengono scelti tra i bambini che provengono da quelle discipline.
Sono bravissimi, delle macchine, ma non avranno mai la grazia, il magnetismo, l’elegante ma umana perfezione di Greg.

Read Full Post »

Read Full Post »

La scorsa settimana ho ammirato il grande Roger vincere il suo settimo Wimbledon.
Nessuno  può impersonare meglio di lui lo stile di questo torneo, immutato negli anni: l’ho ammirato uscire da scambi massacranti senza neanche un ciuffo fuori posto. Gli ho visto giocare colpi, quali il rovescio a una mano e volèe interlocutorie che da quasi un decennio questi campi non vedevano più.
Poi si è presentato a ritirare il premio con il golfino di cotone candido, un po’ anni 50, e la faccia di uno che stava facendo due passi ed è capitato lì per caso. Sembrava uscito da “Il giardino dei finzi contini” o dalle pagine di un libro di Gianni Clerici.
Il fascino di Wimbledon sta in questo. Un’eleganza non ostentata, una vittoria accolta con self-control e umiltà. Certo negli anni alcune fastidiose abitudini si sono fatte largo anche qui:  pugnetto e urli a sottolineare punti conquistati non rendono giustizia ad uno sport dove l’etichetta gioca ancora un ruolo fondamentale. Aspettare a servire se l’avversario non è pronto, scusarsi per un nastro o una stecca provvidenziale, concedere una palla erroneamente valuatata dall’arbitro, sono per fortuna comportamenti abituali della maggior parte dei giocatori.
Wimbledon però ha un fascino diverso, anche e grazie alla volontà di mantenere il rigore di un tempo. Così in campo i paletti della rete sono rigorosamente di legno, come un tempo. E non sono ammessi altri sponsor se non l’orologio Rolex che da sempre gestisce i tempi dei campi.
Rigorose anche le linee guida per quanto riguarda l’abbigliamento dei giocatori: deve essere “Predominantly white”, come un tempo.  ne sa qualcosa la seminfinalista di quest’anno, Victoria Azarenko, costretta a coprire la t-shirt gialla con cui si era presentata su un campo di allenamento (qui i dettagli).
A suo tempo del resto anche il variopinto Agassi dovette sottomettersi a questa regola.
Nel 1990 tutti lo aspettavano al varco, sul campo centrale, abituati ai suoi eccentrici capi d’abbigliamento.
Andre e la Nike sorpresero tutti: Agassi si presentò sul Centrale interamente vestito di bianco, logo compreso. Gli inglesi si innamorarono di lui e l’anno successivo si inchinarono alla sua vittoria. (queta volta il logo era nero, ma in linea con le regole).
 

E devo confessarvi che a Wimbledon sono stata. Era il 2004 e grazie ad un meteo incerto, dopo una fila lunghissima (più di 4000 persone davanti a me) sono riuscita a comprare  un biglietto per il Centrale. Non mi vergogno a dire che quando ho visto spostarsi i teli e apparire l’erba del campo mi sono commossa. Wimbledon è un luogo magico, il tempio del tennis, il tempio di chi ama il grande tennis.
Così ho potuto ammirare Serena Williams e Roger Federer mangiando le famose fragole con la panna.
               
Vorrei tornarci.

Read Full Post »

SuperMario

Un po’ guerriero, un po’ mammone.

   

     

Read Full Post »

Mario’s Time


Ed eccolo qui Mario, sulla copertina del Time con quel mezzo sorriso di uno che si ritrova col cronometro in mano e una missione quasi impossibile: ridare credibilità ad un’Italia confusa e smarrita. E allora via, sereno e determinato, con la sua valigetta, a suonare al campanello di Angelona, Obama e tutti gli altri, per raccontare che le cose possono cambiare e che su questo vecchio stivale si può ancora fare affidamento.
Ci sta riuscendo a giudicare da quello che raccontano i media. Certo la strada sarà lunga, ma la ricetta , fatta di rigore, professionalità e pragmatismo comincia già a dare i suoi frutti.  In pochi mesi il governo del Professor Monti ci ha fatto capire che le cose si possono far succedere e in fretta, anche in un paese complicato come il nostro. Poco clamore e tanti fatti.  Questo approccio sta mettendo  in discussione il mondo della politica, che gioca a fare il bambino offeso, costretto dal papà a stare in disparti, mentre gli altri giocano. Un bagno d’umiltà farà bene a tutti.
Mi spiace solo una cosa di questo governo Monti: che ci siano poche donne e poche giovani. Evvabè. Magari provo a mandargli il CV. Casomai apra il ministero delle Chiacchere Inutili.

Read Full Post »

Breakfast in love

Colazione.

Read Full Post »

Struggente, pirotecnico, sorprendente.


“Molto forte, incredibilmente vicino” ruota intorno al tema “ho così paura di perdere chi amo, che non voglio amare più nessuno”. E’ quel che accomuna inconsapevolmente tutti i personaggi che animano il romanzo, primo fra tutti Oskar, un bambino di 8 anni che ha perso il papà nell’attentato delle torri gemelle. Per istinto di sopravvivenza, più che nell’amore della mamma e della nonna, cerca conforto al suo dolore in una ricerca, quella estenuante volta a svelare il  segreto legato a una chiave che apparteneva al padre. Una ricerca che porta il bambino a percorrere le strade di new york incontrando personaggi surreali. Alla storia di Oskar si avvicendano flashback che ci riportano alla gioventù dei suoi nonni, ai tempi del nazismo. Vincenda anch’essa emotivamente complessa: “Quando avevo creduto di morire, ai piedi del ponte di Loschwitz, nella mia mente c’era un solo pensiero: “Continua a pensare”. Pensare mi avrebbe tenuto vivo. Ma adesso sono vivo, e pensare mi uccide. Io penso, penso, penso. Non smetto di pensare a quella notte, ai candelotti rossi, al cielo che era come un’acqua nera, e che solo poche ore prima di perdere tutto avevo tutto”. Ma il cuore del racconto è Oskar, nel suo essere a volte spaventosamente cinico e adulto, a volte irrestibilmente fanciullo.
E se l’acqua che esce dala doccia fosse trattata con un composto chimico che reagiscea una combinazione di cose, tipo il battito del cuore, la temperatura del corpo, le onde cerebrali, di modo che la pelle cambia colore secondo gli umori? .. Così tutti sapremmo come si sentono tutti gli altri ae avremmo più riguardo, ….. Un altro motivo per cui come invenzione sarebbe bella è che tante volte hai una sensazione forte, ma non sai che cos’è. Sono deluso? O invece ho solo tanta paura? E questa confusione modifica il tuo uomore e tu diventi confuso, grigio. Ma con l’acqua speciale potrsti vederti le mani arancioni e pensare Sono contento. In realtà per tutto questo tempo sono stato contento, che sollievo!
………..
“Perchè credi di essere qui Oskar?” “Sono qui, dottor Fein, perchè mia madre è turbata da fatto che io trovi la vita impossibile” “E la cosa non dovrebbe turbarla?” “Niente affatto. La vita è impossibile” …. “E che genere di emozioni provi?”….”Di tutto….al momento sto provando tristezza, felicità, rabbia, amore, senso di colpa, gioia, vergogna, e anche un po’ di divertimento, perchè una parte del mio cervello si ricorda di una cosa buffa che ha fatto una volta Dentifricio..”..”Cosa crediti stia succedendo?” “Che sento troppo. Ecco che succede“. “Ma credi possibile che una persona senta troppo? Non è che sente solo nel modo sbagliato?” “Il mio dentro non corrisponde al mio fuori” “Credi che esista qualcuno con il dentro che corrisponde al fuori?” “Non lo so, sono solo io.” “Forse la personalità è proprio questo: la differenza fra il dentro e il fuori.” “Ma per me è peggio“. “Temo che tutti credano che per loro sia peggio”. “Probabile. Ma per me è peggio davvero“.
Ma alla fine la trama si delinea meglio e Safran Foer sembra volerci confermare che no, non è possibile smettere di amare, neppure dopo aver sofferto tanto. E allora le ultime pagine si animano di energia, umanità, sogno. Non ve le racconto, ovviamente, perchè vorrei lo leggeste.

Read Full Post »

Bellissimissimo!!!! (Olivier)

Scusate ma l’hanno appena dato su Sky.

Read Full Post »


Ieri sera ho partecipato ad un incontro con Francois Jullien, sinologo e filosofo francese, organizzato da CFMT.
L’intervento, intitolato “Imparare il presente per riconoscere il futuro” era una riflessione sulle differenze culturali tra Europa e Cina.
In Europa tutti è sempre ha sempre ruotato intorno al rapporto causa effetto, all’aristotelica successione di mezzi e fini che attraverso diversi livelli successivi di  un’ipotetica piramide tendono al fine ultimo: la felicità.
Così nella cultura europea sono tratti salienti la presenza di una strategia, la modellizzazione degli eventi attraverso la matematica, il teatro dell’efficacia esaltato dai media.
La Cina invece è da sempre più guidata dalle trasformazioni silenziose, da un pensiero per cui il miglior stratega è quello che sa cogliere i cambiamenti in atto le potenzialità delle situazioni e il miglior esercito è quello che non deve neanche combattere.
Certo in questo approccio si perde un’importate parte, quella del conflitto, che fa emergere il negativo.
Ma è proprio questo “scarto” tra culture che va colto da parte degli europei per continuare a crescere.
Ne è esempio il modo in cui viviamo il presente.
Troppo guidati dalla fretta e dall’impazienza di raggiungere un fine e portare a termine un piano non riusciamo a soffermarci e comprendere appieno il presente. Così spesso rimandiamo, come quei turisti”presenti assenti” che giunti in un posto nuovo, lo fotografano prima ancora di viverlo e respirarlo e comprenderlo. Rimandano. Ma quando riguarderanno le foto sarà troppo tardi: avranno perso per sempre la possibilità di capire”quel presente”.
Come loro anche noi erupei dovremmo invece imparare a vivere il presente nella sua interezza. Senza rimandare ma differendo quello si.
Differire come i cinesi, dando tempo alle cose di succedere. Riconoscendone le potenzialità, senza affrettarle, aspettando con fiducia che il presente maturi.
Affascinante e interessante Francois Jullien.
Credo che leggerò il suo libro “Le trasformazioni silenziose”. Quale miglior occasione per soffermarmi e “differire”?

Read Full Post »

Turchese Inquietudine

Tratti decisi raccontano una natura inquieta ed energica.
Amo le opere di Alessandro Busci per la grande forza espressiva di cui vibrano.
Penso anzi che potrei abitarci, in questa immagine: i miei pensieri irrequieti si specchierebbero benissimo in quel frammento di mare turchese e turbinerebbero impazienti in quel cielo di ruggine.

Read Full Post »

Un senso di vuoto. Credo sia questa la sensazione più diffusa che ha accompagnato la notizia della scomparsa di Steve.

Creatività, visione, passione, sono grandi qualità che raramente coesistono nella stessa persona.
Steve era così.
Se ne va un personaggio positivo e carismatico.
Uno dei pochi, in questi anni di disorientamento, di modelli negativi e di pochi valori.
Proprio per questo credo che questa occasione dolorosa sia un’opportunità per riflettere e comprendere quante grandi cose si possano fare lasciandosi guidare dall’amore e dal coraggio.
Food for toughts.
Grazie Steve.

Read Full Post »

E’ stato il mio tennista preferito.
I motivi sono tanti: Sicuramente uno molto semplice è il mio stesso anno di nascita, il 1970, che accomunava Andre a Gabriela Sabatini.
Entrambi erano grandi talenti, ma non dei killer spietati. Per questo, forse hanno vinto meno di quanto le loro capacità tecniche avrebbero consentito. Promesse non mantenute, scrivevano implacabili i giornalisti basandosi sull’apparenza più che sui fatti.
Andreino Agassi, in più, aveva quel tocco di umanità, quella faccia da paperino, quegli occhi di un bambino che sta per scoppiare a piangere.
Ne usciva uno strano contrasto con l’immagine del ribelle, capelli lunghi e calzoncini di jeans che prendeva a pallate il mondo. Forse anche per questo l’ho amato tanto.
E per lo stesso motivo è stato curioso attraversare la sua storia attraverso questo libro che ho trovato sincero, coinvolgente ed emozionante
già a partire dalla frase di copertina:
“Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perchè non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo ad implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l’essenza della mia vita…..”.
Una condanna a giocare a tennis e a vincere, quella del piccolo Andrè, vittima di un padre padrone fanatico.
I tornei giovanili in giro per gli Stati Uniti, la scuola di Bollettieri, la maggior parte del tempo passata a praticare lo sport in cui si è più soli in assoluto.
Le tante vittorie e le sconfitte: “Adesso che ho vinto uno slam so qualcosa che a pochissimi al mondo è concesso sapere. Una vittoria non è così piacevole quanto è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo. Nemmeno lontanamente“.
I pensieri di un campione animato più dalla voglia di non perdere che dalla voglia di vincere (posso entrare nel club?!?):
“Sono il numero 1 del ranking mondiale. Mi chiama un giornalista, mi chiede come mi sento. Gli dico che sono contento, che è una bella sensazione essere il migliore possibile. E’ una bugia. Non è affatto ciò che provo.E’ ciò che vorrei provare. E’ ciò che ci si aspetta che provi, quello che mi dico di provare. Ma in realtà non provo niente”.
Della storia di Agassi mi è piaciuta molto anche la ricerca di rapporti veri e profondi come quelli con il fratello, con il migliore amico d’infanzia, con coach e personal trainer fino a quello più importante: l’amore per Steffi Graf, dal delicato corteggiamento fino alla felicità insieme all’unica donna che possa capirlo profondamente. E poi i bambini: Sono tenere per esempio le riflessioni che Andre annota per quando Jaden, il primogenito sarà grande:
“Ho appena perso il match e sto malissimo. Quel che è peggio è che domani dovrò giocare una specie di  match di consolazione ma vorrei scappare. Jaden se mai dovessi sentirti sopraffatto da qualcosa come mi sento io stasera, tieni giù la testa e continua a lavorare e a provare. Affronta il peggio e scoprirai che non è poi così tragico.Sarà la tua chance di essere in pace. Volevo lasciar perdere, partire, tornare a casa da te e vederti. E’ difficile rimanere e giocare, è facile tornare a casa e stare con te . Ecco perchè rimango”.
E poi ho ripensato a Roma nel 2005. C’ero anch’io a salutare l’ultimo match di Andreino sulla terra rossa del centrale.
E’ stata un’emozione grande.
Vamos Andre!

Read Full Post »

Pausa pranzo, centro commerciale vicino all’ufficio. Entro da Footlocker per dare un’occhiata alle sneaker.
Mi avvicina un commesso: “Posso aiutarla? Cosa cerca?”
Io: Niente grazie, sto solo curiosando”.
Lui (mi segue, e quando sono vicino a delle scarpe che mi sembrano adidas – cercavo le gazelle per capire come son fatte) mi dice “Sono per sua figlia?”
Io: “Come dicevo sto curiosando e comunque eventualmente sarebbero per me”:
Lui: “Ah, ….. ho visto che era vicino alle scarpe da ragazzini”.
Credo di averlo guardato come lo squalo guarda il pesce rosso perchè se n’è finalmente andato.
Ora, io capisco che per fare il commesso non serva una laurea in psicologia, però almeno qualche basilare ………..

Read Full Post »

Le 2 maye

Museo del Prado.
Quella di sinistra è la Maya Vestida, quella di destra la Maya Desnuda.
Probabilmente Goya li ha dipinti con uguale passione. Ma il gradimento del pubblico pare non omogeneo.

Read Full Post »

Steve perdonali

Che il livello del giornalismo sia in generale molto peggiorato è evidente.
La becera ricerca di scoop che violano sistematicamente la privacy di personaggi noti non risparmia ormai nessuno.
Neanche Steve Jobs.
Un impietosa rivista americana ha pubblicato la notizia che al carismatico leader della Apple resterebbero solo 6 settimane di vita.
Tale quantificazione è stata fatta da un medico dopo aver visionato alcune foto recenti del dimagrito Jobs.
Trovo davvero triste e scandalosa questa mancanza di rispetto per le persone, per la loro vita privata e per le loro sofferenze.
E spero che questa notizia non sia vera.
Il mondo ha bisogno di personaggi positivi, energici e vincenti come Steve.
Memorabile il suo discorso agli studenti di Stantford di qualche anno fa, cui avevo dedicato questo post: Coraggio e passione
Ricordo fra l’altro che un paio di anni fa di essere stata molto vicina ad entrare in Apple per gestire un loro punto vendita.
Ma una delle cose che mi spaventava era del passaggio era “e quando mancherà lui, che ne sarà dell’azienda”. I top manager a cui lo avevo chiesto rispondevano con classiche frasi da ufficio stampa. Così ho deciso di non andare a lavorare da loro, ma di continuare ad amare i loro prodotti.
Forza Steve!

Read Full Post »

Perdonate la debolezza, ma quando oggi ho ricevuto da un’amica queste foto di Rafa, nuovo testimonial di Emporio Armani ho avuto un momento di sbandamento ……
ORa più che mai è il mio tennista preferito……..
VAMOS RAFA!!!!!!

Read Full Post »

Sportività

Oggi si sono svolte le giornate finali di 2 eventi sportivi molto importanti: il Dubai championship di Golf  e le ATP finals di tennis che vedevano in campo i migliori giocatori della stagione a livello mondiale.

Entrambe le competizioni si sono chiusi con 2 duelli molto serrati e con 2 episodi in cui la sportività è stata protagonista.
La gara di golf è terminata infatti con 2 giocatori a pari merito che si sono dovuti giocare la vittoria in un match play. Sul green della seconda buca di spareggio un colpo di scena: a Ian Poulter la pallina è scivolata di mano, cadendo sulla moneta che segnava il posto in cui rimettere la pallina e spostandolo di qualche millimetro. Il giocatore ha chiamato senza esitazione l’arbitro del torneo. L’incidente gli è costato 1 colpo di penalità e quindi il secondo posto.

Finale di tennis tra Roger Federer e Rafa Nadal. Terzo set. Match point per Federer. Lo svizzero gioca un dritto molto profondo che sembra uscire. Nadal si ferma intuendone una traiettoria troppo lunga. La palla cad vicinissima alla riga e l’arbitro la giudica fuori. Ma Rafa Nadal che è a pochi metri  fa segno a Roger che la pallina era buona e si avvia verso la rete per dargli la mano.

Standing ovation per Ian e Rafa.

Read Full Post »

Scoprendo Dalì

“Niente è come sembra”.
“L’unica cosa che non possiamo deformare è il tempo”
“Il mio obiettivo? Sistematizzare la confusione e contribuire all’assoluto discredito del mondo reale”. Salvador Dalì

Ho visitato la mostra con un meravigliosa visita guidata che mi ha dato belle chiavi di lettura per comprendere le sue opere.
Geniale, anti-conformista all’eccesso, ma anche meticoloso e scientifico, Dalì merita una visita.

Read Full Post »

Oggi appuntamento con l’elettrauto x un paio di problemini. Il primo è che l’impianto non riesce a leggere la musica dell’iPhone. Il tipo, un greve ragazzotto sovrappeso in tuta lucida da rapper di campagna, mi suggerisce di provare con il suo iPod. Lo colleghiamo. Apre una cartella. Poi un’altra. Attacca una canzone. Leggo il titolo e penso “magari non è lei”. Invece si: parte l’allegra marcetta di “Osteria numero 1″. Lui noncurante continua a parlarmi di aggiornamenti dell’iphone. Io sono allibita e offesa e premo tasti a caso finchè riesco a cambiare brano.
Ma a quel punto voglio che sparisca anche quell’assurdo personaggio. Meglio il viva-voce impazzito che uno psicopatico in macchina.
Lo congedo x sempre. Lui e il suo iPod degli orrori.
Sono sempre più una rigida bisbetica???? Si. Temo di si.

Read Full Post »

Velasco che coach!

Questo pomeriggio ho partecipato ad un incontro con Julio Velasco, allenatore di pallavolo e coach, celebre per aver portato la nazionale italiana a numerosi successi, fra cui 3 titoli europei e 2 mondiali.
Il tema “Dietro le quinte: Come creare energia nel team” è stato affrontato da Velasco in modo molto originale e coinvolgente, grazie a frequenti riferimenti alla propria esperienza personale.
Ha raccontato del suo approccio positivo, volto a creare motivazione ed energia nella squadra attraverso il raggiungimento progressivo di una serie di risultati, scelti attraverso una chiara strategia di focalizzazione.
Ha descritto inoltre le differenze che ha riscontrato nella gestione di un team maschile rispetto ad uno femminile: l’importanza della sfida, per i primi, e la forte componente emotiva che caratterizza i comportamenti delle seconde.
Sono stati davvero molti gli spunti proposti da Julio Velasco. In particolare ho trovato significativa la sua riflessione sulla tensione al cambiamento, come chiave per vincere e continuare a farlo.
Ciò che toglie più energia in assoluto è la noia”, ha sottolineato, “Più che la stanchezza.”
Dovrei scrivermelo da qualche parte a caratteri cubitali.

Read Full Post »

La nonna Bianca e lo zio Pino

Oggi sono andata a trovare la nonna Bianca. A gennaio compirà 89 anni ed è sempre stata molto arzilla. Da qualche settimana peró la sciatica la costringe a camminare piano e col bastone. Se ne vergogna. Così oggi non c’è stato verso di portarla a fare 2 passi in piazza. Insistendo molto sono riuscita a farle fare almeno un giro dell’isolato. Così siamo passate a salutare suo fratello, che abita poco lontano. Lui di anni ne ha già 90 e mezzo. 1 mese e mezzo fa è caduto spingendo una cariola di legna e si è rotto il femore. A quell’età è solitamente durissima riprendersi da una frattura.
Non per lui. Enrriamo in casa e subito arzillo si alza dalla sedia a dondolo e ci viene incontro. Il bastone è un optional. Lo rotea come Fred Astaire.
Rimango allibita. Mi spiegano che ha una volontà di ferro e fin dal primo gioro dall’intervento ha lottato per rimettersi in piedi creando il panico tra infermiere e medici che lo volevano sulla sedie a rotelle mentre lui passeggiava con le mani dietro la schiena.
Una forza della natura. Per intenderci, uno che è riuscito a tornare dalla Campagna di Russia!
E vederlo lì a bisticciare con sua sorella, e a giocare coi rispettivi bastoni, mi ha fatto tenerezza ma mi ha fatto anche invidiare quella tempra indomabile come ormai se ne incontrano poche. Grande zio Pino!

Read Full Post »

Il barista bovino

Ore 5.50 aeroporto di linate.
Prendo un caffè veloce prima di imbarcarmi sul volo che mi porterà a una riunione di lavoro.
Pago in cassa e porgo lo scontrino al barista, un ometto sui 60 che mi guarda con sguardo vitreo e ostile. Si comporta così anche con gli altri avventori. Lentissimo. Distaccato. Come se ci stesse facendo un piacere. Provo pietà, ma anche rabbia, perché ci sono tante altre persone che meriterebbero quello stipendio più di lui.

Read Full Post »

La mano di Rafa

Al Master Series di Indian Wells Rafa ha esibito delle parole scritte a pennarello sulla mano sinistra.rafa-mano2
Di cosa si trattava?
Una canzone di Iglesias? Parole d’amore x me? Una preghiera al dio del tennis?
Niente di tutto questo:
“Scrivo delle cose che mi aiutano la memoria, ma preferisco non parlarne” ha risposto Rafa.
Il suo tecnico Francio Roig (che è poi suo zio) scende invece nel dettaglio: “E’ un promemoria per ricordarsi alcune cose, per non dimenticare delle questioni tattiche”.

1) Chi riesce a capire che parole sono?
2) Voi cosa vi scrivereste?

Io mi scriverei…..
-GUARDA AVANTI
-NON PARLARE
- FORZA FORZA FORZA
-VAMOS SAB!
-(RAFA TI AMO)

Read Full Post »

Altrove ma con Morgan

Però, (cosa vuol dire però) Mi sveglio col piede sinistro Quello giusto Forse Già lo sai che a volte la follia Sembra l’unica via Per la felicità C’era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo Oggi indosso la giacca dell’anno scorso che così mi riconosco ed esco Dopo i fiori piantati quelli raccolti quelli regalati quelli appassiti Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo lascio che le cose mi portino altrove non importa dove non importa dove Io, un tempo era semplice ma ho sprecato tutta l’energia per il ritorno Lascio le parole non dette e prendo tutta la cosmogonia e la butto via e mi ci butto anch’io Sotto le coperte che ci sono le bombe è come un brutto sogno che diventa realtà Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo Applico alla vita i puntini di sospensione Che nell’incosciente non c’è negazione un ultimo sguardo commosso all’arredamento e chi si è visto, s’è visto Svincolarsi dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni Lascio che le cose mi portino altrove altrove altrove Svincolarsi dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni Svincolarsi dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni

Read Full Post »

Older Posts »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d bloggers like this: