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Archivio per la categoria ‘Viaggi’

Neve e luce

svezia 1 svezia25 giorni in Svezia. albergo in mezzo al bosco, affacciato su un lago ghiacciato. Neve tutt’intorno. un paesaggio bello e romantico. Un silenzio che quasi mette a disagio chi è abituato ai rumori della città. Serenità, porte non chiuse a chiave, colleghi mai visti che si fermano e chiedono se vuoi un passaggio in auto.
Questa è la Svezia, con la sua bellezza malinconica, con quei dolcetti che trovi dappertutto perchè una cosa inaspettata dei vichinghi è che sono golosi più di noi.
Certo la cosa che manca di più da quelle parti è il sole. In inverno c’e poca luce x poche ore. La luce si sa ha un dffetto importante sull’umore e l’energia delle persone. Pare che in certe zone molto a nord della scandinavia si usino addirittura delle lampade, in grado di fornire in case ed uffici una luce simile a quella del sole.
insomma oggi sto assaporando con grande piacere questa giornata di sole invernale milanese!

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I fumi di Marrakech

Marrakech è stata una scoperta. Ci ero stat anni fa ma l’avevo vissuta distrattamente. Ricordavo solo una piazza magica e i suoi fumi. Li ho ritrovati adesso, con lo stesso fascino.
Marrakech ti conquista con le sue vie strette e imprevedibili,animate di botteghe semplici e meravigliose: il macellaio, il pasticcere, il venditore di spezie.
Ci sono anche tanti venditori di strada, quelli che stendono un telo per terra e da lì vendono ferri da stiro usati, scarpe improbabili,datteri tostati.
Immagini in cui perdersi senza fretta.
E poi c’è la piazza Djemaa el Fna che dalle 5 di sera comincia a popolarsi di personaggi di ogni tipo: ammaestratori di serpenti, venditori di denti, artiste dell’hennè. Lentamente la piazza si anima anche di tutti i banchetti alimentari: quelli che vendono agrumi e spremute, quelli che offrono frutta secca, quelli che preparano una meravigliosa bevanda calda alle spezie. La cosa ideale è godersi questo brulicare da una terrazza, sorseggiando un te alla menta. Poi si scende di nuovo tra i banchetti alimentari lasciandosi affascinare dal cameriere con la faccia più simpatica. Spiedini, costolette di agnello, kouss kouss, ….. un pasto medio costa 70 dirham (7 euro), bibite incluse. Per i più audaci ci sono le lumache stufate, la testina di vitello o il panino con uovo e patata. Voglio tornare prestissimo.

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Arcobaleno, rifrazione di luce,…. non lo so. Questo è il risultato: un cerchio con i colori dell’iride tutto intorno al sole. (Singapore)

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Singapore bella ma senza chewing-gum

Ci ero già passata, di ritorno da un altro viaggio circa 15 anni fa e l’avevo un po’ snobbata.
Quest’estate le ho dedicato 2 giorni e non me ne sono pentita. Forse non ha il fascino coloniale di Hong Kong ma ha comunque angoli interessanti da esplorare: Chinatown con i banchetti di cibo fantastico a 5 dollari e i templi indu affollatissimi e carichi di misticismo, la baia punteggiata di navi che aspettano di entrare in porto, il fiume e i suoi mille locali, jogging sul  perimentro in legno di Marina Bay.
Per chi desidera ubriacarsi di shopping c’è la zona di Orchard road, un susseguirsi di Mall e negozi delle migliori griffe. Vi potrà stupire anche la metropolitana con aria condizionata e pavimenti in marmo. La pulizia regna sovrana ovunque, complice un sistema di multe molto rigid per chiunque sporchi in qualche modo le aree pubbliche. Il chewing-gum è per esempio proibito a Singapore.
Personalmente ho amato di più anche per pernottarci, la zona della Marina, e l’eleganza decadente del Fullerton, ex ufficio postale della città.
Dettaglio un po’ pacchiano, ma anche questa è Singapore, è la città vista dall’alto del Ku-De-Ta, locale al roof top del grattacielo più alto della città. Lo spettacolo è bellissimo e potrete accompagnarlo con un cocktail mediocre e patatine al wasabi (non ne hanno altre). I più fortunati possono godersi questo spettacolo dalla piscina che pare cadere giù nel vuoto.

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Occhiali da prof

A Singapore mi è capitato di vedere diversi orientali con vistosi occhiali da vista…. senza lenti!
Credo siano di moda i modelli con montatura ben definita, come questi nella foto che io ho trovato in una caetoleria.
La cosa interessante è che molti nasini asiatici mal si prestano a sostenere montature impegnative, e devono quindi essere aiutati con strani supporti trasparenti tra naso e fronte.
Che mattacchioni i singaporesi!

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Convertita?!?

Cerimonia al tempio di Tanah Lot.
Sorrisi, fiori e benedizioni anche per i profani.
Bellissimo.

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Tartarughina

Il posto in cui sono offre ai propri ospiti tutti i venerdì la possibilità di adottare e poi liberare in mare un cucciolo di tartaruga marina.
Peccato oggi sia martedì e io parta domani…….
Nooooooo.
Mi toccherà tornare.

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Colori, positività, sorrisi

gente allegra che se incontra il tuo sguardo ti sorride. Credo questa sia la cosa più sorprendente di Bali. Il contrasto è ancora più forte provenendo da Java, isola mussulmana. W l’induismo. W la pacatezza e serenità di questo popolo che potrebbe insegnarci a vivere senza litigare, senza alzare la voce, senza lamentarci.

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I have a dream

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Sab-Batik 1

controluce i profili di piante, tempili, e nuvole disegnano giochi di linee più belle dei più bei batik

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E il ramadan?!?

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Branbanan

In mezzo alla foresta, nel silenzio interrotto solo dalla voce di un lontano muezzin si erge questo tempio indù del sesto secolo.
Magico.

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Paese che vai….

…”prelibatezze” che trovi

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Great days in NY

Thank you Cecilia, Maria, Andrea, Jackie, Jeremy, Barbara for making my vacation days so special!
Hope to see you soon here in Milan.

 

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.. e lascia stare i santi!

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Jogging a Central Park

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Colazione vikinga

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Quando si parte?

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Ultime notizie dal sud

Uno scrittore ed un fotografo decidono di partire per un viaggio in Patagonia, armati di un Moleskine ed una Leika.
Si muovono verso “la fine del mondo”, attraversando la steppa patagonica che “è un invito al silenzio delle voci umane, perchè la possente voce del vento racconta di continuo da dove viene e, carica di odori, dice tutto quello che ha visto”.
Ne nasce un racconto struggente, carico di malinconia e ricco di personaggi al confine tra realtà e leggenda.
Adoro i libri di Sepulveda e voglio assolutamente riuscire a visitare quella steppa sterminata “dove si sta tra la terra e il cielo”.

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…. a distinguerli e ricordarseli.
la realtà supera sempre la fantasia.
Sempre.

buonanotte
nottebella
nannaninna
tantananna

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Sono seduta al mio posto – terza fila corridoio. arriva una signora agitata. Il suo posto è in mezzo ma mi chiede se posso far cambio temporaneamente perchè se possibile vorrebbe andare in prima fila durante il decollo. Motivo: attacchi di panico in quella fase del volo. Ferma uno steward, gli spiega la situazione. Le suda il labbro. Non solo quello, a dire il vero. Lui carino le promette la prima fila e per tranquillizzarla le dice che la fase più pericolosa è in realtà il rollaggio. Alla signora escono gli occhi dalle orbite. Arriva il secondo steward e cercando di essere carino rincara la dose: “Col vento che c’e a Catania in questi giorni sarà peggio l’atterraggio”. Adesso ho paura anch’io. Vorrei abbracciare la signora sudata e proporle di scappare dall’aereo. Vorrei anche iscrivere i 2 steward pasticcioni a un corso di psicologia spiccia. Male non farebbe.
A metà volo il comandante annuncia che l’aeroporto di Catania è chiuso per vento ma potrebbe riaprire. Una volta vicini alla meta verificherà quindi il meteo e deciderà se  provare l’atterraggio o fare rotta su Palermo.
Arriva il momento clou: il comandante annuncia l’imminente atterraggio a Catania. La signora sudata arriva dalle retrovie e riconquista la prima fila. Torna anche lo steward psicologo che sorprende un tizio col cellulare acceso. Lo rimprovera dicendo “Già stiamo provando ad atterrare con 50 nodi di vento, se poi abbiamo pure le sue interferenze elettroniche…..”. Mi si gela il sangue. La signora piagnuccola. Lo steward: “Signora ormai il decollo è passato”. La poverina: “Si ma c’e il vento”. Lui “Beh i 2 voli prima di noi sono andati a Palermo ma noi ci proviamo”. Lei: “Come ci proviamo?”. Psycosteward: “beh la fase critica è a 700-800 metri da terra… se li arrivano le raffiche riattacchiamo e andiamo via“. Avrei voluto dirgli “Chiudi la bocca e apri il gas, almeno muoriamo senza soffrire”. Ho stretto la cintura, i denti e tutto il resto. Il volo si è concluso con oscillazioni da paura fino a pochi metri dalla pista, applauso che neanche sui charter sgangherati 20 anni fa e uno che uscendo ha detto “grazie comandante” con voce strozzata. Nota di colore finale: l’aereo si chiamava Scirocco.

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Scopri le differenze

… tra le 2 foto

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Chichen Itzà

Quando torni in posti lontani e già visti un riflessione sugli anni che hai ci scappa sempre.
Ero stata qui nel ’95: Chichen era stata la prima meta archeologica di un bellissimo tour di Yucatan e Chiapas. Avevo dormito in quello che un tempo era l’alloggio degli archeologi e avevo passato l’intera giornata tra le bellissime rovine. Ricordo che era ancora possibile salire sulla piramide.
Tutti in fila indiana aggrappati a una corda, cercando di posizionare con cura i piedi sugli scalini stretti.
Un’altra magia, il senso della conquista, il brivido della scoperta.
Peccato non sia più possibile.

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Sfiorando Paris

“se nel mio passo hai avvertito un’inquietudine,
era un inchino ero vicino a una citta lontana, ……” cantava Paolino Conte.

Impossibile resistere al fascino di Parigi. Così ieri sera ho corso per le sue strade come se fossero mie, ho provato a imbucarmi a una festa al Louvre, ho parcheggiato spudoratamente sotto la torre e proseguito a piedi verso la Senna perchè solo camminando si può assaporare al meglio la sua maestosità.

                 

                  

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Il riso della cinesina

Sono sulla metropolitana di Hong Kong. Davanti a me c’e una bimba che gioca con la mamma e si diverte come una matta. Mi colpisce quanto espressivi siano il suo viso e i suoi occhi. In un minuto riesce a passare attraverso 4-5 espressioni diverse. La maggior parte degli orientali che ho visto finora erano maschere impenetrabili: bloccati in una sorta di paresi permanente dettata dalla loro cultura. Penso che sia un peccato perchè sarebbero più belli e apparirebbero più umani se sorridessero di più.

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