
Sto leggendo questo libro bellissimo, ambientato in India. Vi regalo una frase.
“Da una radio nel buio arrivava della musica. Era il duetto di un film indiano: la voce femminile acuta e quasi insopportabilmente zuccherina, quella maschile gioiosa e gagliarda. Tutti parlavano, nutrendosi reciprocamente di sorrisi e chiacchiere. Mentre ascoltavo la canzone d’amore, circondato dal conforto e dall’affetto degli abitanti dello slum, nella comune consapevolezza di essere ancora in vita, sentii che il loro mondo e i loro sogni stavano avvolgendo la mia vita in modo delicato ma totale, come la marea che ricopre un sasso abbandonato sulla spiaggia“.
Oggi mi sento sasso.
