Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Uomini’ Category

psyco Santa

Dedicato a tutti quelli (tanti, troppi….) che hanno un po’ la sindrome di babbo natale-

Annunci

Read Full Post »

Nelson

7 anni fa
Johannesburg
ultima tappa di un bellissimo viaggio in Sudafrica.Soweto, la casa di Mandela, (Madiba come lo chiamavano i suoi….) e soprattutto il museo dell’Apartheid, così emozionale, così toccante.
Caldissima l’accoglienza delle persone del quartiere.
Bellissimo il video del discorso di De Klerk in parlamento nel febbraio del ’90 che annuncia la liberazione di Nelson Mandela e la fine dell’Apartheid.

5 anni fa
New York
viaggio con amici per incontrare altri amici. Tra questi Sthu, Presidente dell’ente del turismo Sud Africano in America.
Ci raccontava con grande gioia di aver ottenuto dal sindaco di NY di poter celebrare i 90 anni di Mandela illuminando l’Empire State Building con i colori della bandiera Sudafricana. “Però non tutti, signora, le avevano detto, per cortesia può sceglierne 3-4 al massimo?”.
Emozionante quell’empire giallo verde e rosso.

Read Full Post »

Vanity Fair elegge Papa Francesco Uomo dell’anno e gli dedica la propria copertina.
Lo racconta con una foto e le bellissime parole pronunciate durante la sua recente visita a Lampedusa.

“Chi di voi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le loro famiglie? Domandiamo al signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza”

In pochi mesi Papa Francesco ha dimostrato di essere un grande leader ed un grande comunicatore. E’ arrivato al cuore delle persone, e sta mettendo il dito nelle piaghe della chiesa e di questa società.
Standing ovation.

Vanity Papa Francesco

Read Full Post »

Più di un anno fa avevo visto alcune polaroid di Robert Mappelthorpe al Whitney Museum di NY e di recente la mostra che lo Spazio Forma gli ha dedicato qui a Milano. Le foto che ho trovato più magnetiche? Sicuramente quelle scattate a Patti Smith.

Una storia davvero incredibile la loro, fatta di amore, di passione per l’arte, di fame nera. La racconta la stessa Patti nel libro autobiografico “Just Kids” che vi consiglio.

Robert e Patti si incontrano a NY, entrambi ventenni affamati e disperati. Entrambi artisti fino al midollo con la voglia di esplodere, esplorare, creare. Lei un ragnetto di donna tutta occhi ed energia, lui pallido introverso già bellissimo.
Si amano, condividono un letto singolo in una stanza sgangherata, cenano con 1 sandwich a metà. A volte non mangiano per comprarsi un libro di arte usato.
Passano le notti a disegnare febbrilmente a lume di candela con lo stesso disco che gira all’infinito. Si ispirano a tutti i grandi artisti, da michelangelo a warhol.
Al primo anniversario lui le scrive “Just you and me together. Dreaming, writing and loving each other. Love you always.”E si firma Blue Star. Si chiameranno sempre così.

Gli anni passano, frequentano il Chelsea Hotel, il locale di Wharol (sperando di conoscerlo) poi si lasciano, seguendo strade diverse sia sentimentalmente che artisticamente. Ma restano legati.
A Patti viene chiesto di preparare una mostra in una galleria della 5th Avenue. Lei accetta ma a patto di esporre insieme a Robert.
E’ un trampolino di lancio.
Nel frattempo lei si concentra sulla scrittura, poesie e canzoni. Lui si innamora della fotografia e si rende conto di piacere, tanto, a tanti.
Arriva il primo disco di Patti, che chiede a Robert di scattarle la foto per la copertina.

“L’appartamento di Sam era spartano, bianco e quasi sgombro, con una grossa pianta di avocado accanto alla finestra che affacciava sulla Quinta Avenue. Un enorme prisma rifrangeva la luce spaccandola in arcobaleni che ricadevano sulla parete di fronte a un termosifone bianco. Robert mi posizionò nel triangolo con un leggero tremolio alle mani. Scattò qualche fotografia. Abbandonò l’esposimetro. Una nuvola passò e il triangolo svanì. Mi disse: «Sai una cosa, mi piace molto il biancore della camicia. Ti toglieresti la giacca?».
Mi gettai la giacca in spalla, alla Frank Sinatra. Avevo un mucchio di riferimenti visivi. Robert possedeva luce e ombra.
«Eccola» disse.
Scattò qualche altra fotografia.
«Ce l’ho»
«Come fai a saperlo?»
«Lo so e basta»
Quel giorno scattò dodici fotografie in tutto.
Dopo qualche giorno mi mostrò i provini. «Questa è la magia» disse.
Ancora oggi, quando la guardo, non vedo me stessa. Vedo noi.”
La foto più bella della mostra di Milano.

Read Full Post »

Velina

Questa sera al supermercato, in fila davanti a me c’era Marco Borriello. Per la prima volta nella mia vita ho desiderato essere una velina.

Read Full Post »

Greg Louganis è stato il più grande tuffatore della storia.

Americano, bello, una classe immensa.
Trionfò a Los Angeles ’84 e si presentò a Seul pronto a replicare i propri successi.
Nelle qualificazioni dal trampolino di 3 metri, in un tuffo urto con la testa il bordo del trampolino stesso.
In quel momento era primo, ma il tuffo disastroso lo fece scendere al quinto posto. La botta fu forte, 5 punti di sutura.
MA 22 minuti dopo la botta, ricucito di fresco, Greg deciso di effettuare il tuffo successivo (gliene mancavano ancora 2 – qualificandosi con entrambi tra i primi 12 avremmo avuto accesso alla finale).
Salì sul trampolino nel silenzio più completo del pubblico e fece un tuffo fantastico: il tuffo con il voto più alto dell’intera olimpiade. Anche l’ultimo tuffo della sua serie fu fantastico. Chiuse le qualificazioni al terzo posto e dominò la finale vincendo l’oro. Lo vinse anche dalla piattaforma.
Ero giovane all’epoca ed ho sempre avuto una passione per i tuffi.
Per questo seguivo tutte le sue performance.
Mi è tornato in mente perchè in Indonesia ho letto ua sua intervista rilasciata nei giorni delle olimpiadi. Parlava dei punti di forza dei cinesi, nuovi trionfatori nel mondo dei tuffi. Greg spiega quanto scientifici siano stati nello studiare in dettaglio la sua carriera, per costruire dei mini campioni a sua somiglianza: Per esempio lui da piccolo si era dedicato alla ginnastica artistica ed alla danza. Questo gli diede sicuramente coordinazione ed eleganza, utilissime per il suo successo. Così, i tuffatori cinesi vengono scelti tra i bambini che provengono da quelle discipline.
Sono bravissimi, delle macchine, ma non avranno mai la grazia, il magnetismo, l’elegante ma umana perfezione di Greg.

Read Full Post »

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: